Milano per Nova

Milano per Nova

Milano, per Nova: buon lavoro a tutti gli attivisti.

Ci sono occasioni alle quali vorresti esserci.

Ci sono incontri nei quali vorresti sederti insieme agli altri, ascoltare, discutere, confrontarti e portare anche il tuo piccolo contributo.

L’incontro di Nova a Milano è uno di questi.

Purtroppo questa volta non potrò esserci.

Il motivo è molto semplice: lavoro.

E, come spesso accade nella vita, non sempre possiamo scegliere di essere presenti nei momenti nei quali vorremmo.

Mi dispiace davvero.

Avrei partecipato volentieri, perché credo che incontrarsi, discutere e confrontarsi sia una parte fondamentale dell’attivismo.

La politica non può vivere soltanto attraverso i social, i messaggi o le riunioni a distanza.

Abbiamo bisogno anche di guardarci negli occhi.

Di ascoltare opinioni diverse.

Di mettere sul tavolo idee, dubbi, proposte e magari anche qualche critica.

Perché una comunità politica cresce proprio quando riesce a confrontarsi.


A chi sarà presente a Milano voglio quindi rivolgere un semplice augurio:

buon lavoro a tutti.

Buon lavoro a chi arriverà da lontano.

Buon lavoro a chi parteciperà per la prima volta.

Buon lavoro a chi da anni dedica tempo ed energie all’attivismo.

E buon lavoro a chi porterà con sé una nuova idea, una proposta o semplicemente la voglia di ascoltare.

Spero che sia una giornata capace di produrre confronto, entusiasmo e soprattutto nuove idee.

Perché dopo ogni incontro non dovrebbe rimanere soltanto il ricordo di una bella giornata.

Dovrebbe rimanere qualcosa da portare avanti.

Un progetto.

Una proposta.

Un impegno.

Una nuova collaborazione.

O magari semplicemente la voglia di continuare a partecipare.


Io non sarò fisicamente a Milano.

Ma questo non significa che non possa sentirmi parte di quel percorso.

Essere attivisti significa anche questo.

A volte esserci fisicamente.

A volte lavorare dietro le quinte.

A volte contribuire con una proposta.

A volte semplicemente sostenere chi sta facendo qualcosa.

E quando il lavoro ci impedisce di partecipare, pazienza.

Non dobbiamo sentirci meno attivisti per questo.

La vita quotidiana continua.

Ci sono il lavoro, la famiglia, gli impegni e tutte quelle responsabilità che ciascuno di noi deve affrontare.

E forse è proprio questo uno degli aspetti più importanti dell’attivismo:

la politica deve riuscire a incontrare la vita reale delle persone, non chiedere alle persone di abbandonare la propria vita per occuparsi di politica.


Per questo seguirò con interesse ciò che emergerà dall’incontro.

Mi auguro che da Milano possano arrivare idee, discussioni e spunti capaci di coinvolgere anche chi, come me, questa volta non potrà essere presente.

Perché il confronto non dovrebbe fermarsi alla fine dell’evento.

Può continuare nei territori.

Nelle nostre comunità.

Nei gruppi.

Nelle conversazioni.

E soprattutto nelle azioni concrete.


A chi sarà lì voglio dire soltanto questo:

parlate, ascoltate, discutete.

Non abbiate paura delle idee diverse.

Non abbiate paura delle critiche.

Non cercate necessariamente di uscire dall’incontro tutti con la stessa opinione.

Cercate piuttosto di uscire con qualcosa in più.

Una consapevolezza.

Un’idea.

Un progetto.

Una nuova energia.

Perché essere parte di una comunità significa anche accettare che non dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo.

Dobbiamo però avere la capacità di lavorare insieme quando condividiamo un obiettivo.


Mi sarebbe piaciuto esserci.

Davvero.

Ma il lavoro, questa volta, mi porta da un’altra parte.

E allora faccio quello che posso fare da qui:

mandare un grande in bocca al lupo a tutti voi.

Che sia una giornata di confronto sincero, di partecipazione e di costruzione.

E che dalle parole possano nascere fatti.

Perché alla fine è quello che conta.

Io continuerò a fare la mia parte dal territorio, con il tempo e gli strumenti che ho a disposizione.

Con le mie idee.

Con le mie domande.

Con i miei progetti.

E, naturalmente, anche attraverso questo Diario dell’Attivista M5S.

Quindi, a tutti coloro che saranno a Milano:

buon lavoro!

Io, anche se non sarò lì fisicamente, vi penserò.

E spero che presto ci sarà un’altra occasione per incontrarci, guardarci negli occhi e sederci attorno allo stesso tavolo.

Perché la partecipazione non è soltanto esserci quando tutto è facile.

È continuare a esserci, ognuno nel modo in cui può.


Milano per Nova

E poi c’è anche un’altra realtà, forse meno raccontata.

Per partecipare a un incontro a Milano non basta avere la voglia. Bisogna poterci arrivare.

Un viaggio in treno, una notte in albergo, qualcosa da mangiare, gli spostamenti… alla fine le spese diventano importanti.

E non tutti possono permettersele.

Nel mio caso, oltre al lavoro, c’è anche questo aspetto. Avrei avuto piacere di esserci, ma oggi non posso permettermi facilmente una trasferta del genere.

E non credo di essere l’unico.

Per questo penso che, se vogliamo parlare davvero di partecipazione, dobbiamo ricordarci anche delle persone che vorrebbero esserci ma materialmente non possono.

La partecipazione politica dovrebbe trovare anche nuove forme per permettere a tutti di sentirsi parte di una comunità: incontri territoriali, collegamenti online, momenti di confronto nei diversi territori.

Perché essere presenti non dovrebbe dipendere soltanto dalla possibilità di pagarsi un viaggio.

La partecipazione deve essere un diritto vissuto, non un privilegio economico.

Buon lavoro a tutti.
E avanti, insieme.

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