
Il mare è solo per ricchi?
Una giornata in spiaggia, una riflessione sul costo della vita e il ricordo di un’Italia che vorremmo ritrovare.
Un saluto a tutti, dal vostro amico Marco. 😉
In questi giorni sono in ferie. Anche se finiranno presto, cerchiamo di godercele nel modo migliore.
Attualmente siamo al mare, sotto l’ombrellone, con il caldo che ci avvolge e il vento che fa da padrone. Quel frescolino che, sinceramente, ci fa stare bene.
Ci guardiamo attorno e vediamo poche persone. Certo, siamo all’inizio di settembre, quindi è normale che la spiaggia sia meno affollata rispetto ad agosto. Ma una domanda mi è venuta spontanea:
Quest’anno, quante famiglie hanno avuto la possibilità di affittare un ombrellone e due lettini, considerando quanto è aumentato il costo della vita?
È una riflessione che mi è venuta anche dopo aver letto alcuni articoli online. Mi chiedo se sia possibile capire, in qualche modo, come sia andata la stagione negli stabilimenti balneari.
Hanno avuto il pienone? Oppure molte famiglie hanno rinunciato?
Qualche settimana fa, nella zona dell’Emilia-Romagna, avevo visto anche alcuni video pubblicati su TikTok da balneatori che mostravano spiagge poco affollate. Non so se quei filmati rappresentassero davvero l’andamento generale della stagione, ma mi hanno fatto riflettere.
E credetemi, spero tanto che la situazione sia migliore di quella che a volte si racconta.
Perché, con tutti i rincari degli ultimi anni, sfido chiunque a non pensarci due volte prima di pagare un ombrellone con lettini, soprattutto quando si tratta di una famiglia con figli.
Qui, sulla riviera abruzzese, noi in questi giorni abbiamo preso un ombrellone con due lettini a 25 euro per l’intera giornata.
Francamente, non so se sia un prezzo caro o conveniente. Quello che posso dire è che lo stabilimento è molto bello, pulito e in ordine. E allora, per noi, va bene così.
Ma il punto della mia riflessione è un altro.
Il mare dovrebbe essere un’opportunità per tutti, non soltanto per chi può permetterselo.
E qui mi viene in mente la mia infanzia.
Negli anni ’80, per noi, andare al mare era una gioia. Era un’occasione per stare insieme a tutta la famiglia, per vivere una giornata semplice, ma bellissima.
Non avevamo bisogno di chissà cosa.
Bastava un ombrellone, qualche panino, un po’ di frutta, tanta voglia di stare insieme e, naturalmente, il mare.
Come spesso scrivo: eravamo felici e non lo sapevamo.
E forse è proprio questo che mi fa pensare.
Oggi, per tante famiglie, anche una giornata al mare può diventare una spesa da valutare con attenzione.
E allora mi chiedo: i nostri ragazzi potranno vivere le stesse emozioni che abbiamo vissuto noi?
Potranno andare al mare con i propri figli, senza dover fare i conti con ogni singola spesa?
Io lo spero davvero.
Perché il mare non dovrebbe essere un lusso. Dovrebbe essere una possibilità.
Una possibilità di stare insieme, di respirare, di giocare, di ridere, di vivere una giornata diversa.
E questo vale per il mare, ma anche per tante altre cose.
Perché quando una famiglia deve rinunciare a una giornata di svago, a una vacanza, a un’attività per i figli, allora forse dobbiamo fermarci a riflettere.
Che cosa stiamo costruendo per il futuro?
E qui, da attivista, penso che la politica abbia una responsabilità importante.
Non basta parlare di crescita, di numeri e di statistiche.
Bisogna anche chiedersi come vivono le famiglie.
Come vivono i giovani.
Come vivono gli anziani.
Come vivono le persone che lavorano tutto l’anno e che, magari, arrivano alle ferie stanche, con il desiderio di godersi qualche giorno di tranquillità.
Perché il benessere non è soltanto avere un lavoro.
È anche poter vivere.
Poter stare insieme.
Poter fare una passeggiata.
Poter andare al mare.
Poter regalare ai propri figli un ricordo bello.
E allora, mentre qui il vento continua a soffiare e il mare ci regala un po’ di frescura, mi viene da dire una cosa:
Spero che l’Italia possa tornare a essere un Paese dove le famiglie non debbano rinunciare alle piccole gioie della vita.
Perché le piccole gioie, alla fine, sono quelle che restano.
E sono quelle che, un giorno, i nostri figli ricorderanno.
Lunedì si torna a lavorare. Questi giorni, quindi, cerchiamo di passarli nel modo migliore possibile.
E io spero tanto che, almeno quest’anno, tante famiglie abbiano avuto la possibilità di portare i propri figli al mare.
Perché il mare è di tutti.
E tutti dovrebbero poterlo vivere.
Un abbraccio dal vostro amico Marco.
Avanti tutti, per un’Italia migliore.
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