A chi ha votato questa destra

A chi ha votato questa destra

A chi ha votato questa destra, vorrei fare una domanda: ma voi, cosa vedete?

Vorrei rivolgermi a tutte quelle persone che, quattro anni fa, hanno scelto di votare questa destra.

Forse, all’epoca, avevate le vostre buone ragioni. Forse avete creduto alle promesse, alle parole e alla prospettiva di un’Italia migliore. Del resto, quando si promettono cambiamenti importanti, più lavoro, meno tasse, maggiore sicurezza e una vita dignitosa per tutti, è comprensibile che qualcuno decida di dare fiducia a chi promette di realizzarli.

E sia chiaro: non sono qui a giudicare chi ha votato diversamente da me. Ognuno è libero di fare le proprie scelte.

Ma oggi, dopo quattro anni, vorrei porvi una domanda: siete davvero soddisfatti di come stanno andando le cose nel nostro Paese?

Perché io, guardandomi intorno, vedo tante difficoltà. Vedo persone che faticano ad arrivare alla fine del mese, famiglie che devono rinunciare a qualcosa anche quando si tratta di beni essenziali, lavoratori che non riescono a costruirsi un futuro sereno e cittadini che incontrano sempre più ostacoli nell’accesso alle cure.

Vedo persone in difficoltà economica, situazioni di povertà e tanta preoccupazione per il futuro.

E allora mi chiedo: tutto questo non lo vedete anche voi?

Non incontrate persone che si lamentano del costo della vita? Non ascoltate chi cerca un lavoro, chi ha uno stipendio che non basta, chi aspetta una visita medica o chi non sa come affrontare le spese del mese?

Ma dove viviamo? In due Italie diverse?

Io non riesco a comprendere come si possa continuare a difendere ogni scelta di un governo senza chiedersi se le cose stiano davvero migliorando.

Attenzione, non sto dicendo che tutti i problemi italiani siano nati con questo governo. Sarebbe troppo facile e anche poco onesto attribuire a una sola maggioranza ogni responsabilità. Molti problemi vengono da lontano e richiedono interventi seri e duraturi.

Ma proprio per questo mi aspetto che chi governa si assuma le proprie responsabilità e che i cittadini abbiano il diritto di chiedere conto dei risultati.

Perché votare qualcuno non significa dovergli dare ragione per sempre.

Il voto non è un atto di fede. È una scelta che possiamo e dobbiamo valutare anche alla luce dei fatti.

Io non ho mai votato questa destra, ma oggi non voglio scrivere da attivista del Movimento 5 Stelle. Non voglio fare propaganda e non voglio convincere nessuno a votare il mio partito.

Voglio parlare da cittadino comune.

Sono una persona che lavora, che vive ogni giorno la realtà e che ascolta le lamentele di tante altre persone comuni. Persone che non mi parlano di strategie politiche o di sondaggi, ma di problemi concreti: bollette, spesa, lavoro, salute e futuro.

Ed è proprio ascoltando queste persone che mi nascono tante domande.

Mi piacerebbe capire che cosa vedete voi che io non riesco a vedere. Che cosa vi convince ancora? Quali risultati considerate positivi? Quali scelte di questo governo ritenete giuste e quali, invece, pensate che debbano essere cambiate?

Perché magari c’è qualcosa che mi sfugge. Magari ci sono ragioni che non conosco e che sarei sinceramente disposto ad ascoltare.

Ma vorrei che il confronto partisse dalla realtà che viviamo tutti i giorni, non soltanto dalle simpatie politiche o dalla difesa di una bandiera.

Non dobbiamo necessariamente pensarla allo stesso modo. Possiamo avere idee diverse e continuare a rispettarci.

Quello che non dovremmo mai perdere è la capacità di osservare ciò che accade intorno a noi, ascoltare chi soffre e riconoscere quando qualcosa non funziona, indipendentemente da chi governa.

Perché prima di essere elettori di destra, di sinistra o di qualsiasi movimento politico, siamo cittadini. E i problemi delle persone non hanno una tessera di partito.

Adesso tocca a voi.

A chi ha votato questa destra e continua a sostenerla, chiedo sinceramente: che cosa vi convince ancora? Che cosa ritenete sia stato fatto bene? E che cosa, secondo voi, dovrebbe cambiare?

Vorrei leggere le vostre risposte nei commenti. Non per litigare, non per insultarci e nemmeno per stabilire chi sia più intelligente dell’altro.

Vorrei semplicemente capire.

Vi chiedo soltanto una cosa: confrontiamoci con rispetto e, possibilmente, senza parolacce. Le idee si possono difendere anche senza offendere nessuno.

Perché una democrazia è viva quando i cittadini fanno domande, ascoltano le risposte e hanno il coraggio di mettere in discussione anche le proprie convinzioni.

Vi leggo nei commenti.

Marco Ferrara — un cittadino che vuole capire.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

errore: Il contenuto è protetto!!
Consenso ai cookie con Real Cookie Banner