Una grande area metropolitana

Una grande area metropolitana

OLTRE I CONFINI COMUNALI: UNA GRANDE AREA METROPOLITANA PER IL FUTURO DELL’ABRUZZO.

Pescara, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino: perché non iniziare a progettare insieme il futuro del nostro territorio?

Di Marco Ferrara — Il Diario dell’Attivista

C’è una domanda che, secondo me, merita di essere posta ai cittadini e agli amministratori del nostro territorio: siamo davvero sicuri che l’attuale organizzazione dei comuni sia sufficiente per affrontare le sfide dei prossimi anni?

Non si tratta di cancellare le identità locali, di eliminare i comuni o di imporre dall’alto un nuovo modello amministrativo. Si tratta, piuttosto, di guardare alla realtà quotidiana e domandarsi se sia arrivato il momento di pensare a una collaborazione più ampia, concreta e strutturata tra le amministrazioni che condividono gli stessi problemi.

L’idea della Nuova Pescara, che coinvolge Pescara, Montesilvano e Spoltore, ha già aperto una discussione importante sul futuro dell’organizzazione territoriale.

Ma perché fermarsi a questi tre comuni?

Perché non avviare una riflessione sulla possibilità di realizzare una Grande Area Metropolitana dell’Abruzzo costiero, capace di coinvolgere progressivamente anche Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino, valutando in seguito il contributo di altri territori interessati?

È una proposta che merita attenzione, approfondimento e, soprattutto, un confronto pubblico.

UNA REALTÀ TERRITORIALE CHE VA OLTRE I CONFINI AMMINISTRATIVI.

Chi vive in quest’area conosce bene la situazione.

Ogni giorno migliaia di persone si spostano tra comuni diversi per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola, frequentare negozi e centri commerciali, utilizzare i servizi pubblici o raggiungere le infrastrutture di trasporto.

Pescara, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino sono realtà amministrativamente distinte, ma strettamente connesse sotto numerosi aspetti.

Le attività economiche, il turismo, la mobilità e i servizi non si fermano ai confini comunali.

Eppure, quando si tratta di programmare interventi, organizzare i trasporti o affrontare questioni che interessano più territori, possono emergere difficoltà di coordinamento, priorità differenti e una frammentazione delle responsabilità.

Non sarebbe quindi opportuno iniziare a ragionare in termini di area vasta?

Una collaborazione più strutturata potrebbe consentire di individuare obiettivi comuni, condividere progetti e utilizzare meglio le risorse disponibili.

Naturalmente, tutto questo richiede un’analisi seria dei bisogni, delle competenze amministrative e dei costi. Non basta tracciare una linea su una cartina geografica per creare una comunità territoriale.

Occorre costruirla attraverso scelte condivise.

L’AEROPORTO D’ABRUZZO: UN ESEMPIO CONCRETO.

Prendiamo un’infrastruttura strategica: l’Aeroporto d’Abruzzo.

Lo scalo si trova nel territorio di Pescara, in prossimità di San Giovanni Teatino e della sua frazione Sambuceto.

È un’infrastruttura che interessa non soltanto i residenti del comune che la ospita, ma anche chi arriva da altre parti dell’Abruzzo e dalle regioni limitrofe.

Il suo sviluppo coinvolge questioni che riguardano la mobilità, il turismo, l’economia e l’accessibilità.

Non sarebbe utile, allora, che i comuni interessati collaborassero maggiormente per migliorare i collegamenti con l’aeroporto?

Si potrebbe valutare un sistema di trasporto pubblico più efficiente, con coincidenze coordinate, collegamenti adeguati alle esigenze dei passeggeri e una migliore integrazione con le altre infrastrutture.

Si potrebbe inoltre studiare la disponibilità di parcheggi di interscambio e la possibilità di raggiungere lo scalo con mezzi pubblici, evitando che l’automobile privata rimanga l’unica soluzione pratica per molti viaggiatori.

Non sto affermando che tutte queste opere siano immediatamente realizzabili, né che manchino già iniziative in questa direzione.

Sto ponendo una domanda: perché non affrontare queste esigenze attraverso una programmazione territoriale condivisa?

L’aeroporto potrebbe diventare uno dei primi esempi di collaborazione concreta tra le amministrazioni.

MOBILITÀ: MUOVERSI MEGLIO SIGNIFICA VIVERE MEGLIO.

Il traffico è uno dei problemi che condizionano la vita quotidiana di tanti cittadini.

Ore trascorse in automobile, difficoltà di parcheggio, collegamenti pubblici non sempre adeguati alle esigenze di chi lavora e studia.

Sono problemi che non possono essere affrontati efficacemente considerando ogni comune come un’isola separata.

Una Grande Area Metropolitana potrebbe promuovere uno studio unitario dei flussi di traffico e delle necessità dei cittadini.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di coordinare il trasporto pubblico, migliorare le connessioni tra le diverse località e individuare soluzioni che consentano di ridurre gli spostamenti inutili.

Anche le piste ciclabili, i percorsi pedonali e i parcheggi di interscambio potrebbero essere progettati considerando la continuità del territorio.

Naturalmente, ogni intervento dovrebbe essere valutato sulla base dei costi, dell’impatto ambientale e dei benefici effettivi.

La domanda fondamentale rimane: vogliamo continuare a intervenire soltanto quando emerge un problema oppure iniziare a pianificare insieme il futuro?

SVILUPPO ECONOMICO, ARTIGIANATO E NUOVE OPPORTUNITÀ.

Un altro tema riguarda il lavoro.

Il territorio pescarese e i comuni circostanti ospitano attività commerciali, imprese, laboratori artigiani e realtà produttive che contribuiscono all’economia locale.

Queste attività hanno bisogno di infrastrutture efficienti, collegamenti adeguati, servizi accessibili e una programmazione capace di guardare al medio e lungo periodo.

Una collaborazione territoriale potrebbe favorire iniziative comuni per sostenere le piccole imprese, valorizzare l’artigianato, promuovere il turismo e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Penso, in particolare, alle botteghe artigiane, ai piccoli commercianti e alle attività che rischiano di essere schiacciate dalle difficoltà economiche e dalla concorrenza.

Un territorio che collabora può avere maggiori possibilità di presentare progetti coordinati, partecipare alle opportunità di finanziamento disponibili e promuovere le proprie eccellenze.

Non significa che l’unione faccia automaticamente la forza.

Significa che lavorare insieme può consentire di affrontare problemi comuni con una visione più ampia, evitando inutili sovrapposizioni e valorizzando le competenze di ciascun comune.

E FRANCAVILLA AL MARE E SAN GIOVANNI TEATINO?

Qualcuno potrebbe obiettare che Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino appartengono alla provincia di Chieti, mentre Pescara, Montesilvano e Spoltore appartengono alla provincia di Pescara.

È un elemento istituzionale importante, che non va ignorato.

Un eventuale progetto dovrebbe rispettare le competenze delle amministrazioni coinvolte e tenere conto degli attuali confini territoriali.

Ma la presenza di due province diverse deve impedire qualsiasi collaborazione?

A mio avviso, no.

Una cosa è ipotizzare la fusione amministrativa di più comuni, un’altra è promuovere accordi, progetti condivisi e forme di coordinamento tra amministrazioni.

La seconda strada potrebbe rappresentare un punto di partenza più realistico.

I comuni potrebbero cominciare a confrontarsi su questioni concrete, individuando obiettivi comuni e verificando quali strumenti istituzionali siano più adatti a realizzarli.

Non sarebbe necessario modificare immediatamente i confini amministrativi.

Sarebbe sufficiente iniziare a costruire un metodo di lavoro condiviso.

NON UN NUOVO CARROZZONE BUROCRATICO, MA UN PROGETTO PER I CITTADINI.

Quando si parla di nuove strutture amministrative, il rischio è quello di creare organismi che aumentano i costi senza migliorare i servizi.

È un rischio che deve essere affrontato fin dall’inizio.

La mia proposta non è quella di aggiungere un ulteriore livello burocratico, ma di verificare se una collaborazione più efficace tra i comuni possa produrre risultati misurabili.

Per questo sarebbe opportuno partire da pochi obiettivi prioritari:

  • Un piano coordinato per la mobilità e il trasporto pubblico.
  • Una strategia condivisa per l’accessibilità dell’Aeroporto d’Abruzzo.
  • Un confronto sulle infrastrutture e sulla gestione dei flussi di traffico.
  • Progetti comuni per il sostegno alle imprese, alle botteghe artigiane e all’occupazione.
  • Una promozione turistica integrata del territorio.
  • Una programmazione attenta alla tutela ambientale e alla qualità della vita.

Per ogni obiettivo dovrebbero essere indicati costi, fonti di finanziamento, amministrazioni responsabili e risultati attesi.

I cittadini dovrebbero poter conoscere i progetti, seguirne l’avanzamento e verificare se le risorse pubbliche siano state utilizzate correttamente.

La collaborazione avrebbe senso soltanto se producesse benefici reali e verificabili.

DA DOVE COMINCIARE?

Il primo passo potrebbe essere la convocazione di un tavolo di confronto tra i sindaci dei comuni interessati, con la partecipazione della Regione Abruzzo e delle amministrazioni provinciali competenti.

Non per decidere tutto in una riunione, ma per avviare uno studio serio sulle esigenze del territorio.

Si potrebbe partire da una mappatura dei problemi condivisi, individuare gli interventi prioritari e valutare gli strumenti giuridici e amministrativi disponibili.

Successivamente, sarebbe importante coinvolgere cittadini, associazioni, imprese, organizzazioni sindacali e realtà del territorio.

Una proposta di questa portata non dovrebbe nascere soltanto nelle stanze della politica.

Dovrebbe essere discussa pubblicamente, raccogliendo osservazioni, suggerimenti e critiche.

Perché il territorio appartiene prima di tutto a chi lo vive ogni giorno.

IL FUTURO NON SI FERMA AI CONFINI COMUNALI.

Non sto proponendo di cancellare le identità di Pescara, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare o San Giovanni Teatino.

Ogni comune ha la propria storia, le proprie caratteristiche e le proprie esigenze.

Credo, però, che sia arrivato il momento di domandarsi se sia possibile valorizzare queste differenze attraverso una collaborazione più forte.

La Nuova Pescara rappresenta un tema importante per il dibattito regionale. Accanto a questo percorso, potrebbe aprirsi una riflessione più ampia sul ruolo dei territori vicini e sulle opportunità offerte da una pianificazione condivisa.

Non necessariamente una fusione amministrativa, dunque, ma un progetto capace di mettere in rete competenze, servizi e risorse.

Una Grande Area Metropolitana dell’Abruzzo costiero potrebbe diventare un obiettivo da studiare, discutere e, se ne emergerà la fattibilità, costruire progressivamente.

La politica dovrebbe avere anche questo compito: guardare oltre le scadenze elettorali e immaginare soluzioni che possano migliorare la vita delle generazioni future.

Non servono promesse irrealistiche.

Servono idee, confronto, trasparenza e amministratori disposti a collaborare.

LA PAROLA AI CITTADINI.

E voi, cosa ne pensate?

Sareste favorevoli a una collaborazione più strutturata tra Pescara, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino per migliorare trasporti, infrastrutture, servizi e opportunità di lavoro?

Quali dovrebbero essere le prime priorità?

Credete che una Grande Area Metropolitana potrebbe aiutare il nostro territorio a crescere, mantenendo intatta l’identità dei singoli comuni?

Il confronto è aperto. Perché il futuro di un territorio non si costruisce soltanto nei palazzi delle istituzioni: si costruisce anche ascoltando le persone che lo abitano.


E c’è una novità che cambia il contesto del tuo articolo: il percorso della Nuova Pescara è stato nuovamente modificato nell’ottobre 2026.

La tua proposta di una Grande Area Metropolitana diventa quindi ancora più interessante, perché si inserisce in un dibattito già aperto sul futuro del territorio.

1. Nuova Pescara: che cosa è successo?

Il 9 ottobre, RaiNews Abruzzo ha riferito che il Consiglio regionale ha approvato il rinvio della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore al 1° febbraio 2029, rispetto alla precedente scadenza del 1° gennaio 2027. È stato inoltre approvato un impegno a valutare un nuovo referendum consultivo. RaiNews

La questione, però, è ancora oggetto di confronto politico e istituzionale.

Il 16 ottobre, il Movimento 5 Stelle ha contestato l’ipotesi di ripetere il referendum, sostenendo che la consultazione del 2014 e il successivo percorso legislativo debbano essere rispettati. Anche i comitati favorevoli alla fusione hanno manifestato opposizione alle nuove decisioni regionali. ANSA.it

Attenzione: il sito del Comune di Pescara riporta ancora la data del 1° gennaio 2027 nella pagina dedicata al nuovo Comune. Questa informazione non riflette gli aggiornamenti di ottobre 2026 e va letta tenendo conto delle successive decisioni regionali. Comune di Pescara

2. I riferimenti normativi nell’articolo.

Per dare solidità alla proposta, si consiglia di richiamare due riferimenti.

  • Legge regionale Abruzzo 17 marzo 2023, n. 13, successivamente modificata: disciplina il percorso di fusione dei tre comuni. Puoi consultare la documentazione istituzionale nella pagina del Comune di Pescara – Nuovo Comune di Pescara.
  • Articolo 133 della Costituzione italiana: disciplina l’istituzione di nuovi comuni e la modifica delle circoscrizioni comunali; stabilisce inoltre che le modifiche delle circoscrizioni provinciali sono disposte con legge della Repubblica, su iniziativa dei comuni interessati e sentita la Regione. Senato

Quest’ultimo punto è importante per questa idea: una collaborazione tra comuni appartenenti a province diverse non comporta necessariamente la modifica dei confini provinciali. Occorre però individuare lo strumento amministrativo appropriato.

3. La Grande Area Metropolitana: una proposta da approfondire.

Qui arriviamo alla parte più interessante del progetto.

La proposta non dovrebbe essere presentata come un’alternativa che annulla o sostituisce la Nuova Pescara. Potrebbe invece essere un’iniziativa complementare, da sviluppare attraverso un confronto tra le amministrazioni.

L’idea sarebbe avviare un percorso di collaborazione tra:

  • Pescara;
  • Montesilvano;
  • Spoltore;
  • Francavilla al Mare;
  • San Giovanni Teatino, compresa l’area di Sambuceto.

Le prime questioni da affrontare potrebbero essere il trasporto pubblico, l’accessibilità dell’Aeroporto d’Abruzzo, la viabilità, lo sviluppo economico e la promozione turistica.


NUOVA PESCARA E GRANDE AREA METROPOLITANA: DUE QUESTIONI DA DISTINGUERE.

Il dibattito sulla Nuova Pescara ha registrato nuovi sviluppi nell’ottobre 2026. Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato un rinvio della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore al 1° febbraio 2029, mentre è stata proposta una nuova consultazione referendaria, sulla quale sono emerse contestazioni politiche e istituzionali.

Questi sviluppi dimostrano quanto sia complesso trasformare una decisione politica in un percorso amministrativo concreto.

Proprio per questo ritengo utile aprire una riflessione complementare: senza attendere necessariamente la conclusione del processo di fusione, perché non iniziare a costruire forme di collaborazione più strutturate tra i comuni dell’area pescarese e quelli limitrofi?

Pescara, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino condividono interessi che riguardano la mobilità, lo sviluppo economico, il turismo e le infrastrutture.

Una cooperazione territoriale potrebbe essere studiata nel rispetto delle competenze di ciascuna amministrazione, senza presupporre una fusione dei comuni o una modifica dei confini provinciali.

La proposta è semplice: cominciare dai problemi reali dei cittadini, individuare obiettivi comuni e verificare quali strumenti istituzionali possano renderli raggiungibili.

Il futuro del nostro territorio merita una discussione seria, aperta e partecipata.

Marco Ferrara — Il Diario dell’Attivista


N.B. – Nota redazionale

Qualora fossero presenti errori, imprecisioni o informazioni da aggiornare, invitiamo i lettori a segnalarli scrivendo all’indirizzo e-mail redazione@marcoattivistam5s.it.

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